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Il sonno al nido: cosa aspettarsi durante l'inserimento

1 set
Tempo di lettura: 5 min


Sonno al nido

“E se al nido non dorme?”

È una delle domande che può preoccupare maggiormente un genitore quando il proprio bambino sta per iniziare il nido.

A casa ha le sue abitudini, il suo ambiente, i suoi rituali e le persone che conosce bene. Al nido, invece, tutto cambia: gli spazi, i rumori, le persone, i tempi e anche il modo in cui viene accompagnato verso il sonno.

Per questo è importante sapere che dormire al nido può richiedere tempo.

E soprattutto, che non è necessario aspettarsi che il bambino riesca a dormire serenamente già dai primi giorni.


Perché dormire al nido può essere difficile?

Per addormentarsi un bambino ha bisogno di potersi rilassare e sentirsi sufficientemente sicuro.

A casa conosce l'ambiente, riconosce i rumori, le persone che lo accompagnano e le modalità che precedono la nanna.

Al nido deve invece imparare gradualmente a conoscere tutto questo.

Potrebbe quindi avere bisogno di tempo per:

  • familiarizzare con l'ambiente;

  • conoscere le educatrici;

  • riconoscere i momenti della giornata;

  • comprendere cosa succede quando arriva il momento della nanna;

  • costruire nuove modalità per rilassarsi.

Per alcuni bambini questo processo sarà più veloce, per altri richiederà più tempo.

Non esiste una tempistica uguale per tutti.


Non dormire nei primi giorni è normale?

Sì, può esserlo.

Durante l'inserimento non è necessario aspettarsi che il bambino dorma immediatamente al nido.

Potrebbe inizialmente non addormentarsi affatto.

Potrebbe impiegare molto più tempo rispetto a casa.

Potrebbe dormire soltanto per pochi minuti.

Oppure potrebbe iniziare a dormire dopo alcuni giorni o settimane, quando avrà costruito maggiore familiarità e fiducia.

Questo, da solo, non significa che ci sia un problema.

Il sonno non è un comportamento che possiamo semplicemente "imporre": per lasciarsi andare, il bambino deve sentirsi sufficientemente tranquillo e sicuro.


E se dorme meno rispetto a casa?

Anche questo può succedere.

Un ambiente nuovo può comportare più stimolazioni, nuove relazioni e tante esperienze da elaborare.

Il bambino potrebbe quindi avere inizialmente un sonno più breve o più frammentato rispetto a quello che fa abitualmente a casa.

È importante osservare il bambino nel suo insieme e non concentrarsi esclusivamente sul numero di minuti dormiti.

Come sta durante la giornata?

Come appare al momento del rientro?

Mostra segnali di stanchezza?

Ha bisogno di anticipare la nanna serale?

Sono tutte informazioni preziose per comprendere di cosa abbia bisogno.


Il sonno al nido può cambiare anche il sonno a casa?

Sì, può succedere.

Durante l'inserimento potresti notare che il bambino:

  • arriva a casa molto stanco;

  • ha bisogno di andare a dormire prima;

  • fa più fatica ad addormentarsi;

  • ricerca maggiormente il contatto;

  • ha bisogno di più coccole;

  • mostra qualche cambiamento nei risvegli notturni.

Non è detto che questi cambiamenti siano permanenti.

Il bambino sta vivendo una fase di adattamento e il suo bisogno di riposo può modificarsi temporaneamente.

Per questo può essere utile osservare, lasciando al bambino il tempo necessario per trovare il proprio nuovo equilibrio.


E quando torna a casa vuole solo stare con mamma e papà?

È possibile.

Dopo diverse ore trascorse al nido, il bambino può sentire il bisogno di recuperare vicinanza e connessione con le proprie figure di riferimento.

Potrebbe voler essere preso in braccio, cercare più contatto, chiedere più coccole o semplicemente voler stare vicino a mamma e papà.

Questo può essere particolarmente evidente nelle prime settimane.

E non significa necessariamente che il bambino sia "troppo dipendente" o che l'inserimento stia andando male.

Il bisogno di vicinanza è un bisogno che merita di essere ascoltato.

Il momento del rientro può quindi diventare uno spazio prezioso per ritrovarsi.

Non servono attività particolari.

A volte bastano un abbraccio, qualche coccola, un po' di tempo insieme e un pomeriggio più tranquillo.


Come possiamo aiutare il bambino con il sonno?

Non possiamo pretendere che il sonno al nido sia identico a quello di casa.

Possiamo però creare alcune condizioni che aiutino il bambino a sentirsi più sicuro.


🌸 Condividere le abitudini di casa

Raccontare alle educatrici come avviene abitualmente la nanna può essere molto utile.

Ad esempio:

  • quali sono i segnali di stanchezza;

  • quali rituali precedono il sonno;

  • quale modalità di addormentamento preferisce il bambino;

  • se utilizza il ciuccio;

  • se ha un oggetto che lo accompagna;

  • quali strategie lo aiutano a rilassarsi.



🌸 Mantenere una Routine prevedibile

A casa può essere utile mantenere, per quanto possibile, alcuni elementi prevedibili della routine.

Non è necessario creare una routine perfetta.

La prevedibilità può semplicemente aiutare il bambino a riconoscere alcuni momenti della giornata e a sentirsi più orientato.


🌸 Ascoltare il bisogno di riposo

Se al nido il bambino dorme meno, potrebbe avere bisogno di recuperare in altri momenti.

Osservare i suoi segnali di stanchezza può aiutare a capire se è necessario modificare temporaneamente i ritmi del pomeriggio o anticipare la nanna serale.


🌸 Lasciare tempo

Forse il consiglio più importante è proprio questo.

Non avere fretta di farlo dormire.

Il bambino potrebbe avere bisogno di giorni o settimane per sentirsi sufficientemente sicuro da lasciarsi andare al sonno.

Il confronto con altri bambini può essere poco utile: ogni bambino ha la propria storia, i propri tempi e il proprio modo di affrontare le novità.


E se al nido dorme ma a casa il sonno peggiora?

Anche questo può accadere.

A volte il bambino riesce a dormire al nido ma arriva a casa particolarmente stanco o mostra un bisogno maggiore di contatto.

In altri casi può accadere il contrario: dorme poco o nulla al nido e recupera maggiormente a casa.

Non esiste una sola reazione possibile.

Per questo è importante non fermarsi al singolo sonnellino, ma osservare l'andamento complessivo del sonno e del benessere del bambino.


Casa e nido non devono essere uguali

Questo è un punto fondamentale.

La continuità tra casa e nido non significa fare tutto nello stesso modo.

Il bambino può imparare gradualmente ad addormentarsi in contesti diversi e con persone diverse.

A casa può avere determinate abitudini.

Al nido può costruirne altre.

Ciò che conta è accompagnarlo con rispetto.


Il sonno al nido è un percorso

Non dobbiamo chiedere al bambino di adattarsi immediatamente.

Possiamo accompagnarlo.

Un giorno potrebbe non dormire.

Quello successivo potrebbe fare un piccolo sonnellino.

Poi potrebbe iniziare ad addormentarsi più facilmente.

E magari arriverà il momento in cui quel lettino, quella stanza e quelle persone saranno diventati familiari.

Il sonno al nido ha bisogno di tempo, sicurezza e fiducia.

E anche se il sonno cambia durante l'inserimento, non significa necessariamente che stiamo tornando indietro.

Stiamo semplicemente attraversando un cambiamento.

E ogni bambino ha il diritto di farlo con i propri tempi.


Se senti il bisogno di essere accompagnato/a, puoi contattarmi per una call conoscitiva gratuita: uno spazio di ascolto in cui parlare di sonno, attaccamento e trovare insieme un equilibrio sostenibile per la tua famiglia.




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